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Gli svantaggi dello Smart Working

Tempo di lettura dell’articolo: 2 minuti

Non per tutti è stato positivo, vediamo insieme quali sono
gli svantaggi dello Smart Working

Nell’ultimo anno, a causa del coronavirus, lo Smart Working ha subito una forte crescita. 

Una “scelta forzata” che le azienda hanno dovuto – finalmente – mettere in atto per poter contenere il contagio e continuare a lavorare.

Di Smart Working ne abbiamo già parlato qui dove abbiamo raccolto gli aspetti positivi e i benefici

Tuttavia esiste anche il lato oscuro di questa metodologia, in questo articolo parliamo proprio di quali sono gli svantaggi di lavorare (anche) da casa.

Di cosa parliamo

Smart working ai tempi del Covid: è veramente un vantaggio lavorare anche da casa?

L’errore più comune che si commette è quello di pensare che lavorare da casa sia facile e senza problemi.

Non è così.

Il coronavirus ha costretto i dipendenti a lavorare in Smart Working e quindi anche da casa propria, costringendoli a creare una “postazione-ufficio” con tutti gli aspetti negativi e positivi che ne derivano.

Lavorare da casa è sicuramente comodo: non devi affrontare il traffico, non devi impazzire a cercare il parcheggio e non devi nemmeno perdere tempo per svegliarti presto e prepararti per andare in ufficio. 

Ma è veramente così comodo? I primi giorni sicuramente sì. Vediamo però cosa succede nel lungo termine

Quali sono gli svantaggi dello Smart Working e del lavoro da casa?

Le difficoltà emerse nell’adottare lo Smart Working sono state oggetto di studio da parte di moltissimi psicologi, psicoterapeuti e associazioni di categoria. 

Ecco quali sono gli svantaggi più comuni dello Smart Working:

1. Superlavoro

Lavorare da casa non permette di dividere nettamente la dimensione ufficio dalla dimensione della vita privata.

Così, senza nemmeno rendersene conto, ci si trova a lavorare più ore di quelle che normalmente si lavorerebbero in ufficio, incorrendo nell’errore più comune di non staccare mai e ritrovarsi a guardare le mails di lavoro mentre si sta cucinando o si svolgono faccende domestiche o, peggio ancora, mentre si sta mangiando.

2. Esclusione

Lavorare da casa non permette di interagire con i colleghi, facendo sentire così lo smart worker isolato.

Non poter scambiare “due chiacchiere”, non avere un confronto immediato vis-a-vis e non poter “vivere” i propri colleghi accresce il senso di solitudine.

3. Difficoltà di comunicazione

Fra gli svantaggi dello Smart Working la comunicazione è l’aspetto più colpito.

Nonostante le molteplici piattaforme per mantenere una comunicazione efficace ed efficiente emerge che lo scambio “immediato” di informazioni tra colleghi non può essere sostituito da nessun’altra forma di comunicazione “artificiale”.

Si presenta così una corrispondenza molto spesso improduttiva e, ancor peggio, lenta.

Questo non permette di procedere in modo rapido ed utile ad una pianificazione delle attività da eseguire, interferendo nelle priorità e nell’aggiornamento in tempo reale dei lavoratori.

4. Motivazione e organizzazione

Lavorare da casa non permette di ricevere stimoli da capi e colleghi. Devono essere continuamente ricercati su sé stessi per poter rendere il lavoro (monotono e sedentario) interessante.

Anche l’organizzazione della postazione e del lavoro stesso, completamente dipendente dal lavoratore, crea stati di ansia e di stress. Una delle cause è proprio non avere dei riscontri immediati e personali con il gruppo di lavoro.

Esistono delle soluzioni per superare gli ostacoli del lavoro da casa?

Assolutamente sì, e ne parleremo nei prossimi articoli.

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Nel frattempo puoi dare una sbirciata a: 

Questi articoli possono essere utili per il tuo lavoro in Smart Working, anche quando hai occasione di lavorare da casa.

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