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Intervista a Soleterre Onlus

Tempo di lettura dell’articolo: 2 minuti e 30 secondi

Conosciamo la Fondazione Soleterre Onlus

Grazie alla nostra attività scopriamo tanti piccoli “mondi” fatti di imprese ma soprattutto di persone. Così un giorno abbiamo deciso di usare il blog anche per far parlare loro, i nostri clienti. 

Ogni attività ha un suo modo di vivere la vita lavorativa e ci piacerebbe raccontarvela. 

Oggi è il momento dell’intervista a Soleterre Onlus, siamo molto onorati di parlare di questa fondazione: in primis perché … ha un obiettivo nobile. E come tutte le Onlus ha lo scopo di “migliorare il mondo”. 

Ma lasciamo parlare Valentina Capelli che si occupa dell’aspetto amministrativo.

Le nostre domande

Ciao Valentina, sul vostro sito web leggiamo:
"Soleterre è una Fondazione Onlus che lavora per il riconoscimento e l’applicazione del Diritto alla Salute nel suo significato più ampio."
Ci vuoi raccontare un po’ più a fondo di cosa vi occupate?

Sì, Diritto alla Salute inteso nel suo significato più ampio ed integrale di benessere psico-fisico e sociale impegnandosi nel garantire cure e assistenza medica per ogni persona, in qualsiasi condizione sociale e in qualunque parte del mondo si trovi.

Per questo Soleterre interviene per la prevenzione, la denuncia e il contrasto delle diverse forme di iniquità, disuguaglianza e violenza che pregiudicano l’applicazione del diritto alla salute perché “Salute è giustizia sociale”.

Per garantire il diritto inviolabile alla salute è attivo un Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica volto a sviluppare la prevenzione e la diagnosi precoce e a diminuire il livello di sofferenza dei bambini malati di cancro e delle loro famiglie nei Paesi in via di sviluppo.

Attualmente il programma è attivo in Ucraina, Marocco, Costa d’Avorio, Uganda e Italia.

Il supporto psicologico aiuta a gestire pensieri, emozioni e relazioni interpersonali.

Ma soprattutto per i bambini e gli adolescenti è sano ogni tanto staccare la mente dall’ansia e dalle preoccupazioni della malattia, aiutandoli a recuperare tempi e spazi di vita più normali e sereni.

Qual è il tuo ruolo nell’associazione e da quanto tempo ne fai parte?

Faccio parte di Soleterre ormai da 10 anni, occupandomi prima della gestione dei progetti nella area francofona, da più di 2 anni lavoro nell’ufficio amministrazione dell’organizzazione in generale.

C’è qualche esperienza che hai vissuto per Soleterre onlus che ha lasciato il segno rispetto ad altre?

Ho la fortuna di poter dire che sono varie, sicuramente l’aver trascorso un periodo di qualche mese tra Marocco e Costa d’Avorio mi ha permesso di seguire, di vedere e di vivere direttamente i progetti e i risultati dell’intervento di Soleterre.

Dal vostro sito vediamo che anche la vostra Associazione è stata in prima linea contro il Coronavirus, ci puoi condividere in breve qual è stato il vostro contributo?

Nell’ambito del Programma Internazionale di Oncologia Pediatrica intervenivamo già al Policlinico San Matteo di Pavia, scattata la pandemia, abbiamo da subito avvertito la necessità di non abbandonare il Policlinico.

I medici e gli operatori sanitari infatti si sono ritrovati a lavorare giorno e notte in condizioni estreme, affrontando un forte carico di stress, e non potevamo lasciarli soli. Per questo motivo, abbiamo attivato immediatamente un team di 14 psicologi in supporto non solo del personale impiegato al Policlinico, ma anche dei pazienti COVID e dei loro famigliari.

Siamo stati in prima linea con loro nei reparti di Pronto Soccorso, Rianimazione e Malattie Infettive, istituendo anche un servizio gratuito di ascolto a distanza in video-conferenza o chiamata per i parenti dei ricoverati.

Abbiamo lanciato un Fondo nazionale per il supporto psicologico COVID-19 per aiutare coloro che sono stati ricoverati per il virus e i loro famigliari, nel caso stiano incontrando problemi economici o psicologici derivanti dalla malattia.

Com’è cambiato il vostro lavoro nel corso e dopo la pandemia?
Al di là dei contributi che avete dato nel sociale, ci interessava avere un punto di vista interno alla vostra associazione, ad esempio se avete adottato lo smart working e come è stato recepito dai dipendenti.

Sì, abbiamo adottato anche noi lo smart working, in realtà noi eravamo già abituati a lavorare con questa metodologia a turno uno o due giorni a settimana, quindi possiamo dire che come metodo di lavoro di per sé non ha creato sconvolgimenti. Siamo stati fortunati.

Non eravamo certamente abituati però a non vederci per così tanto tempo, il poter lavorare insieme almeno uno o due giorni a settimana sicuramente è più stimolante.

Sempre legandoci alla domanda precedente, pensi che anche dopo che la pandemia sarà finita il vostro metodo di lavorare cambierà? E se sì, come?

Si, sicuramente penso che continueremo a lavorare qualche giorno a settimana in smart working e qualche giorno in presenza.

Se un nostro lettore volesse donare o contribuire per Soleterre Onlus in che modo potrebbe farlo?

Può andare sul sito internet www.soleterre.org e fare una donazione direttamente da li con carta di credito o paypal, oppure scegliere di scaricare il bollettino postale o effettuare un bonifico al conto corrente:

IBAN: IT88Q0503401699000000013880

Conto Corrente intestato a Soleterre Onlus

Grazie Valentina per la tua disponibilità e gentilezza, come ultima richiesta ti chiedo di lasciarci i recapiti e i canali per contattare o seguire la vostra associazione.

Grazie a voi!

Potete seguire la fondazione Soleterre Onlus:

Grazie a Soleterre Onlus per averci dedicato il suo tempo! 

La nostra raccomandazione è di donare e sostenere sempre questo tipo di progetti, è proprio grazie a ogni contributo che una fondazione come Soleterre può andare avanti nella sua missione!

Se non potete donare potete condividere l’articolo o le loro pagine sui social che seguite. 

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